
L’età della disgregazione
La divisione del lavoro e la scarsa attenzione per le fondamenta concettuali che caratterizzano molto spesso l’attività degli economisti contemporanei, nei paesi anglosassoni ancor più che in Italia, hanno favorito un processo di disgregazione nella ricerca economica contemporanea. Gli economisti attivi nei diversi settori di ricerca spesso prescindono da quanto avviene negli altri campi, limitando le proprie letture e i propri contatti a ricercatori attivi nello stesso settore e orientati nella stessa direzione. Così, sono spinti a utilizzare in modo acritico la «cassetta degli strumenti analitici» prevalente nel loro ambito, senza chiedersi se essa incorpori elementi che limitano il valore euristico dei loro risultati. La frammentazione in corporazioni separate è favorita dagli stessi processi di selezione accademica, che stimolano la nascita di associazioni di settore e di riviste specializzate. In tal modo, spesso l’economista italiano attivo in un determinato campo di ricerca ha più contatti con colleghi di altri paesi, impegnati nella stessa area, che con la generalità degli economisti italiani. Ciò ha due effetti su questa rassegna. Il primo è quello di rendere il nostro resoconto poco omogeneo e molto frastagliato, oltre che, per limiti di spazio, incompleto. Il secondo è l’impossibilità di isolare completamente la ricerca italiana dal resto della ricerca economica internazionale. Iniziamo con gli economisti della prima tradizione, quella di impostazione marginalista o neoclassica, come sopra descri
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