Parlando in classe di macroeconomia si è introdotta la problematica di come possa avvenire il rilancio economico di un Paese in un momento di recessione come l’attuale. Ed ecco una domanda puntuale “Prof.. ho sentito parlare al riguardo di svalutazione competitiva: cosa si intende con questo termine e qual’è il suo rapporto con l’attuale crisi economica.finanziaria?”.
Ecco la risposta “Bene… fino ad ora abbiamo parlato come combattere la speculazione finanziaria causa prima dell’attuale crisi che ormai ha coinvolto drammaticamente l’economia reale (cioè noi…) con la regolamentazione dei mercati finanziari abolendo la finanza ombra, che ormai sapete cosa è, con il divieto delle vendite allo scoperto in borsa e con una tassa sulle transazioni finanziarie , ma ora il problema è…come rilanciare l’economia di un Paese in un periodo di recessione come l’attuale. Secondo alcuni economisti si potrebbe ricorrere alla svalutazione competitiva, cioè un Paese svalutando la propria moneta riuscirà ad esportare con più facilità i propri prodotti che gli altri Paesi potranno acquistare ad un prezzo più faverovole grazie al cambio vantaggioso. Ciò determinerebbe un incremento della produzione del Paese che svaluta per la maggiore richiesta di prodotti da parte degli altri Paesi con incremento del PIL e un conseguente rilancio economico. Da qui il termine di svalutazione competitiva , cioè un Paese diventa competitivo svalutando la sua moneta.
Ma attenti… la svalutazione risulterebbe pericolosa se si verificasse anche solo una delle seguenti tre condizioni:
1) se aumentasse l’inflazione a causa dell’aumento dei prezzi delle importazioni
2) se esistessero molte imprese con debiti in valuta estera che con la svalutazione della moneta risulterebbero pesantemente danneggiate
3) se sorgesse la difficoltà a convincere i risparmiatori ad acquisatre i Titoli di Stato emessi.
Facciamo un esempio…ipotizziamo che la Gran Bretagna abbia un cambio 1:1 tra sterlina e euro e decidesse come politica economica-finanzaria di svalutare la propria moneta del 40% , si avrebbe che 1 sterlina valga 0,6 euro determinando una grande convenienza per italiani ed altri europei a comprare prodotti inglesi quasi a metà prezzo e a fare le vacanze a Londra grazie al cambio favorevole , per contro per gli inglesi risulterebbe più costoso fare un viaggio a Roma o Madrid. Certamente la svalutazione della sterlina consetirebbe alla Gran Bretagna di dare uno “scossone” alla recessione incrementando produzione interna e PIL senza dover tagliare sul “welfare”.
Per noi italiani il discorso diventa più difficile…per poter ricorrere alla svalutazione competitiva per rilanciare la nostra economia bisognerebbe uscire dall’euro e ritornare alla vecchia lira. Al riguardo qualcuno ci ha già pensato anche da un punto di vista pratico e faccio riferimento ad un articolo di economia comparso qualche mese fa sul quotidiano “Il Giornale” nel quale si diceva…”si conservano le stesse banconote e monete senza uteriori costi per cambiare il conio con l’unica differenza di scrivere al posto di euro lire senza andare a modificare nulla, così lo stipendio mensile di un lavoratore di 1.500 € diventa pari a 1.500 £ o il valore di una casa di 500.000 € diventa pari a 500.000 £.” ….in questo modo anche il nostro debito pubbico assumerebbe un altro aspetto per noi più interessante, non più 1.900 milardi di euro ma 1.900 milardi di lire! Chissà se anche i nostri creditori internazionali condividono…
Francamente , e con questo ho finito , uscire dall’euro mi sembra un po’ azzardato ma se il nostro Paese facesse delle politiche condivise con gli altri Paesi europei a rischio ”default” , i cosiddetti PIGS (Portogallo,Irlanda,Grecia e Spagna) e si paventasse in comune accordo l’uscita dall’euro con il ritorno alle proprie monete (dracma,peseta,ecc) la stessa Germania con un euro forte dove esporterebbe i propri prodotti dato che questi Paesi rappresentano una buona fetta del proprio mercato?
Grazie dell’attenzione …si è fatto tardi, la campanella sta suonando!”
Ciao…Gian Luigi