Questa settimana su lavoce.info si torna a parlare di alfabetizzazione finanziaria al grido di PIÙ ECONOMIA ANCHE DA PICCOLI! con un articolo di Paolo Balduzzi e Emanuela Rinaldi.
Eccone un estratto:
L’alfabetizzazione finanziaria dei giovani è un problema serio. Ed è la scuola che se ne deve occupare. In primo luogo, perché la famiglia non appare oggi preparata a fornire alle nuove generazioni un supporto educativo completo in questo ambito. Ma anche perché si registra un crescente interesse verso l’economia e la finanza tra i ragazzi che partecipano a progetti con modalità didattiche basate sulla partecipazione attiva e su esperienze percepite come reali. I risultati di una ricerca sui preadolescenti.
Il paradigma tradizionale economico ipotizza consumatori informati e consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni. Tuttavia, da più parti si lamenta e si documenta il fallimento di tale ipotesi: molti consumatori sono incapaci di valutare attentamente le proprie scelte in tema di investimenti finanziari, consumo (con tendenza al sovra-indebitamento), risparmio previdenziale, o anche solo di variazione del proprio potere d’acquisto. Questa “ignoranza finanziaria” ha evidenti ripercussioni negative non solo sul benessere dei singoli individui coinvolti, ma sull’efficienza di tutto il sistema economico. Si tratta insomma di una tipica esternalità negativa che dovrebbe essere contrastata anche da politiche pubbliche.




