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La storia delle cose

ottobre 1, 2010

Annie Leonard è un’attivista statunitense, che per molti anni si è dedicata allo studio del sistema di produzione in cui siamo immersi. La storia delle cose è il documentario, da lei realizzato nel 2007, che descrive  in modo semplice e chiaro, alcuni dei fattori che ci hanno portati nella situazione di crisi economica e disastro mondiale attuale.

 

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Settembre e cinema: le nuove uscite, Venezia e… il fallimento di Blockbuster, per colpa di Internet

agosto 30, 2010

videoclub_09_11_26La catena nata a Dallas, Texas, che ha raggiunto quota 6.500 negozi in tutto il mondo, quattromila sedi solo negli Usa, sembra trovarsi ormai da mesi sull’orlo della bancarotta e settembre potrebbe essere il mese definitivo. Blockbuster aveva “ucciso” il cinema con l’home-cinema in formato videocassetta e dvd e ora Internet ripaga il colosso con la stessa moneta.

Blockbuster, già colpito dalla tv via cavo, è stato soffocato dalla Rete con il trionfo del video on demand, la possibilità cioè di scaricare online il film del momento, affittarlo dai negozi virtuali come iTunes e Amazon, o vederlo in streaming. L’annuncio della possibile bancarotta già a marzo ha fatto sprofondare le azioni di Blockbuster del 30 per cento con previsioni di tagli da 200 milioni e la chiusura di quasi 800 negozi.

Se la catena dovesse fallire si pone un ulteriore problema: bisognerà rivedere l’uso del termine “blockbuster”?

“Mangia quello che vuoi, lascia quanto puoi”

giugno 24, 2010

PANERAImmaginate di entrare in un caffè, consumare, arrivare alla cassa con la cassiera che, dopo avervi battuto il conto e dato lo scontrino, vi dice: “questa è la somma ma decida lei quanto vuole darmi”.

Succede davvero, a  Clayton, nel Missouri, dove è possibile consumare nel caffè dei sogni: quello in cui prendi ciò che ti occorre e paghi quanto puoi, con la possibilità, per chi non ha nulla, di sdebitarsi offrendo un po’ di tempo servendo ai tavoli frittelle e pane nero. E’ un negozio della catena Panera Bread Cafè e  lo slogan che campeggia all’esterno del bar è proprio: “Mangia quello che vuoi, lascia quanto puoi”. 

 L’idea del ’Caffè senza prezzo’ è di Ron Shaich, ex business-man di successo che ha deciso di cominciare una nuova vita nel settore del non-profit.  

Panera è quotata al Nasdaq, nel primo trimestre fiscale del 2010 ha collezionato incassi per 364 milioni di dollari (+14%) e utili per 25 milioni (+48%). Panera, dunque, vuol dire pane fresco, biscotti e pasticceria artigianale di ottima fattura e senza prezzo; vuol dire solidarietà, ma anche successo.

Shaich ha annunciato che altri due non-proft caffè saranno aperti nei prossimi sei mesi. Funzionerà?

 

Fonte: ilSole24ore

Quanto costa la moneta?

maggio 3, 2010

euroLo sapete che produrre una moneta da un euro costa allo Stato tra il 15 e i 20 centesimi e che la differenza tra il suo valore legale i costi di produzione costituisce  il cosiddetto Signoraggio, ovvero il guadagno dello Stato? Ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

 La Banca di’Italia definisce il signoraggio così:

 « …l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta. Con riferimento all’euro il reddito da signoraggio generato dall’emissione della moneta è definito come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e viene ricompreso nel calcolo del reddito monetario che, secondo l’articolo 32.1 dello Statuto del SEBC, è “Il reddito ottenuto dalle Banche Centrali Nazionali nell’esercizio delle funzioni di politica monetaria del Sistema Europeo delle Banche Centrali. »

 Il signoraggio derivante dall’emissione diretta di moneta da parte dello stato viene incassato da questo, mentre quello derivante dall’emissione di moneta da parte della banca centrale viene in parte prelevato dallo stato, sotto forma d’imposta, e il rimanente resta alla banca centrale, dove viene utilizzato per coprire i costi di funzionamento e, per l’eventuale parte eccedente, costituisce utile netto.

Nei paesi dell’area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai paesi membri per il conio delle monete metalliche, e dalla Banca centrale europea (BCE) per la stampa delle banconote, che emette in condizioni di monopolio.
Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle banche centrali nazionali in ragione della rispettiva quota partecipazione (per la Banca d’Italia ad esempio il 12,5%).

In alcune nazioni europee, dove l’inflazione era particolarmente elevata, il signoraggio è stato in passato una porzione importante del gettito fiscale: in Grecia e Portogallo, ad esempio, negli anni ’76-’85, ha rappresentato il 3,4 del Pil (prodotto interno lordo), in Italia il 2,6. Poi, con il calo dei tassi, dalla seconda metà degli anni ’80, l’importanza del signoraggio è drasticamente diminuita. L’economista Maynard Keynes disse una volta: “Un governo può sopravvivere con il signoraggio quando non può sopravvivere con nessun altro mezzo”.

Fonti:
Focus.it; Wikipedia

Approfondimenti  consigliati

Denaro reale e denaro virtuale

La moneta

La storia dell’euro

Non usiamo le banconote come post-it…

aprile 13, 2010

dollaroQuante volte ci siamo ritrovati in mano banconote scarabocchiate? Baffi e barba colorati sui volti dei personaggi ritratti, insulti al sistema bancario, o numeri di telefono di chissà chi. Quante voi ci saremo chiesti: “ ma scrivere sui soldi è legale?” Inespettatamente la riposta è SI, a meno che il contenuto delle frasi non configuri qualche reato.

Attenti, però, a portare queste banconote in banca, perché potrebbero considerarle danneggiate e trattenerle senza cambiarle con altre. Questa regola è stata stabilita dalla Decisione della Banca Centrale Europea 2003/4 del 20 marzo 2003 in cui si dice: “(…) Nei casi in cui le banche abbiano la certezza o motivo sufficiente di ritenere che le banconote in euro siano state intenzionalmente mutilate o danneggiate (…) rifiutano di considerarle buone e non le sostituiscono; le trattengono invece per evitare il loro rientro in circolazione o che il richiedente le presenti per la sostituzione ad altra banca” .
Le banche sono disposte a sostituire le banconote se ritengono che chi ne richiede il cambio sia in buona fede e se il danno è modesto: ad esempio, se ci sono soltanto piccole annotazioni, firme, numeri o brevi frasi.

L’ora legale fa bene all’economia?

aprile 1, 2010

ora_legaleLo scorso 29 marzo è scattata l’ora legale e abbiamo portato in avanti di un’ora le lancette dei nostri orologi. Ma da quando esiste questa consuetudine? E perché lo si fa?

Fu niente meno che Benjamin Franklin – inventore del parafulmine -  che nel 1784  pubblicò sul quotidiano francese Journal de Paris l’idea di un risparmio energetico basato sul cambio dell’ora. Le riflessioni di Franklin però non trovarono seguito. Quasi un secolo dopo l’idea venne ripresa in Gran Bretagna a fronte delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale. In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916 con un decreto legislativo e abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Venne infine adottata definitivamente con una legge del 1965, in periodo di crisi energetica.
Infatti lo scopo dell’ora legale è quello di produrre un risparmio energetico dovuto al minore utilizzo dell’illuminazione elettrica, perchè induce ad un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente “sprecate” a causa delle abitudini di orario. Sembra infatti che con l’ora legale, dal 2004 al 2007, l’Italia abbia risparmiato complessivamente oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro*!

*fonte Terna S.p.A. – società responsabile in Italia della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione.

Tutti i sensi che ci spingono a comprare

marzo 23, 2010

Sapevate che la sigla RTX9338PJS identifica una bomboletta spray che contiene aroma di cheeseburger al bacon? E che diffondendo profumo di vaniglia in un negozio di abbigliamento femminile si raddoppiano le vendite?
Oppure che il supermarket ideale risponde ad alcune regole fondamentali:

  1. nei primi 5-15 passi dopo l’ingresso inutile mettere prodotti: il consumatore non compra,
  2. prodotti freschi, come pane o frutta e verdura vanno posti all’entrata, per dare un senso di freschezza;
  3. i prodotti fondamentali, come sale, zucchero, pasta, vanno “nascosti” e posti lontano tra loro, per indurre i consumatori a girare tutto il negozio e a vedere e acquistare altro;
  4. caramelle e gomme da masticare vanno vicino alle casse, per indurre i genitori a concederli ai figli che in quel momento diventano più nervosi per l’attesa.

neuromarketingConvincere i consumatori ad acquistare è diventata una scienza e “mentre i clienti si inebriano di quello che credono odore sincero di barbecue, senza saperlo, si arrendono all’ultima frontiera del marketing: il sensory branding.  Lo scrive Eugenio Spagnuolo in un interessantissimo articolo su Focus che parla di  neuromarketing, una disciplina basa su studi psicologici, indagini sul comportamento, tecnologie d’avanguardia insomma, tutti i colori, i profumi, i trucchi e le strategie che ci muovono a consumare.

Chi vincerà la prossima volta, voi o i vostri sensi?

Ecco chi sono i più ricchi nel mondo… della fantasia

marzo 19, 2010

gordon_gekkoNiente meno che Forbes, la rivista statunitense di economia e finanza, conosciuta soprattutto per la stesura annuale della classifica degli uomini più ricchi del mondo, ha voluto stilare una classifica dei personaggi di fantasia più facoltosi.
Neanche a dirlo in cima alla lista c’è il re dei fumetti e dei miliardari: Paperon de’ Paperoni. Il suo patrimonio ammonterebbe a circa 29 miliardi di dollari, ben più ricco di Mark Zuckemberg, che grazie al successo del suo Facebook, ha accumulato “solo” 5 miliardi di dollari, diventanto il più giovane multimiliardario della storia.
E vi ricordate di Gordon Gekko? Il protagonista del film di Oliver Stone Wall Street, aveva una fortuna di oltre 8 miliardi di dollari, camicie inamidate e un piglio cinico e sicuro. Un modello, non proprio positivo, che ha esercitato su molti uomini del mestiere – reali – il suo fascino. Tra poche settimane uscirà il sequel di Wall Street e sembra che Michael Douglas (che impersonava Gekko) passerà dalla parte dei buoni.
8 miliardi di dollari anche per l’informe cattivo di Star Wars Jabba the Hutt, seguito da Ebnezer Scrooge, protagonista della più celebre delle favole natalizie e dal sadico Montegomery Burns de I Simpson.
Fortunatamente ci sono anche i miliardari buoni come Bruce Wayne, che infilata la maschera diventa Batman, 5,8 miliari il suo patrimonio.

Nessuno però, nemmeno nella finzione, battel’uomo che vince ogni classifica: Bill Gates, con i suoi 40 e passa miliardi di dollari.

E le donne? La più ricca al mondo è Lara Croft che non arriva però nemmeno al miliardo di dollari di patrimonio!

Fonte: Wired

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