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Ricostruire un rapporto tra le generazioni. Ricominciare la scuola, daccapo.

agosto 31, 2011

“Gli insegnanti devono essere intellettuali del nostro tempo, non tristi pappagalli spennacchiati che ripetono la stessa lezione da trent’anni”

Marco Lodoli, in un bell’articolo su La Repubblica online, esorta la scuola, i suoi attori e soprattutto i nostri governanti a fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

“Ma vogliamo provare, invece di piagnucolare al vento, a dire come andrebbe corretta la scuola italiana, quali sono i deficit e quali i possibili rimedi? In che modo lo spirito del tempo ha inquinato l’idea della conoscenza, e come si potrebbe rilanciare il sogno di un mondo che studia, apprende, diventa comunità già nelle aule e nelle palestre e nei cortili della scuola? Ho una convinzione, forse può apparire un po’ antipatica ma non importa.

Tutto è cominciato a precipitare nel momento in cui qualcuno ha stabilito che l’emotività è l’unico campo in cui si realizza il giovane. Sappiamo bene l’importanza delle ragione del cuore di Pascal, del pensiero emotivo, della forza creativa che vive nei sentimenti e certo non vogliamo che i nostri ragazzi a scuola divengano dei robot: però ho l’impressione che sia stata una debolezza micidiale la rinuncia alla logica, alla razionalità, all’analisi e alla sintesi, all’intelligenza che sa muovere i pezzi sulla scacchiera e le parole nel discorso e i numeri nei quaderni a quadretti.

E allora, come ridare forza al pensiero, oggi calpestato dall’orda trionfante e barbara delle sensazioni spicciole, dall’impressionismo e dalla destrutturazione?”

Scoprite la soluzione di Lodoli leggendo per intero l’articolo che, a noi, sembra un ottimo modo, quantomeno propositivo (forse rivoluzionario?) di ricominciare la scuola.

Leggi l’articolo

Nipoti 1 – Nonni 0

luglio 13, 2011

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In un articolo pubblicato dal Il Sole24ore online si legge che gli over 65 ne sanno meno dei loro nipoti e i pensionati meno di chi lavora e le donne meno degli uomini. Luoghi comuni? Niente affatto, sono – in sintesi – i risultati italiani del test realizzato a livello internazionale dal George Washington School of Business and Financial Literacy Center in otto Paesi e presentato da Elsa Fornero e Chiara Monticone nello studio «Financial Literacy and Pension Plan Participation in Italy».

Vi invitiamo a leggere l’articolo: Sul risparmio nipoti battono nonni

No cash day. Quanto costano i contanti?

giugno 20, 2011

I SOLDI contanti hanno i giorni contati?  Lo scenario è plausibile ma ancora lontano, almeno da noi. Il nostro è un Paese culturalmente legato al denaro tangibile. Lo conferma anche l’Abi, l’associazione delle banche italiane: l’Italia è tra gli stati occidentali con il più basso utilizzo di carte di credito. Secondo la più recente mappatura, sono 34,2 milioni le carte e 33 milioni i bancomat. Al Nord del paese si concentra il 57% delle carte in circolazione contro il 22% del Centro e il 21% di Sud e Isole.

Per alcuni, però, la guerra al contante è una sfida di civiltà economica da vincere al più presto possibile. Per un motivo fondamentale: i soldi, quelli fatti di carta e metallo, costano troppo. E’ ancora l’Abi che ci illumina con i dati del suo Ufficio studi: il costo della gestione del contante e della sua sicurezza incide in Europa per 50 miliardi di euro l’anno, di cui 10 spesi dall’Italia. Questo significa che per pagare il personale, le perdite, i furti, le apparecchiature, il trasporto, la sicurezza, i magazzini, la vigilanza, le assicurazioni spendiamo circa 200 euro a testa l’anno. Proprio per sensibilizzare i consumatori sul costo delle banconote, il 21 giugno si terrà il primo “No Cash Day 1”, una manifestazione che invita le persone ad utilizzare almeno per ventiquattro ore solo sistemi di pagamento elettronico, con tavole rotonde sul tema del costo del denaro fisico. L’evento, organizzato da Geronimo Emili – consulente di comunicazione milanese – e realizzato con il contributo di sponsor importanti, a partire da Mastercard, è un’iniziativa del circuito “War on cash”, che da alcuni mesi si batte per informare i consumatori sul lato “oscuro” delle banconote.  

contantiIn verità sul fronte dell’incentivazione della moneta elettronica come mezzo contro l’evasione fiscale qualche passo si è fatto anche da noi. La prima tappa, risalente alla scorsa legislatura, è stata l’introduzione di limiti precisi all’uso del denaro contante e degli assegni non tracciabili. Con il decreto Bersani del luglio 2006, infatti, i compensi ai professionisti sono divenuti riscuotibili solo mediante strumenti finanziari tracciabili e non in contanti, fatta eccezione per somme unitarie inferiori a 100 euro. Con il decreto legge 78 del 31 maggio 2010 è stato dato un ulteriore giro di vite: non è più possibile trasferire denaro contante, avere libretti al portatore, emettere assegni trasferibili di importo pari o superiore a 5mila euro.

L’impegno delle banche nella direzione della virtualizzazione del denaro è costante da alcuni anni a questa parte. Di recente molti istituti hanno introdotto dei costi per il prelievo del denaro dagli sportelli, in modo da incentivare i clienti a passare ai conti online e a usare bancomat e carte di credito.

Ma la lotta alla cartamoneta si basa anche su altri argomenti, tra cui la sicurezza e la salute. “Nel 2009 – spiega ancora Emili a prova della sua tesi – si sono registrate in Europa circa 1.800 rapine in banca. Di queste, il 40% è stata messa a segno in Italia”. Inoltre, nel primo semestre del 2010, la Banca d’Italia ha riconosciuto false oltre 72 mila banconote. Il più contraffatto è il taglio da 20 euro, con il 53,3% del totale dei falsi individuati in circolazione. In Europa, nell’ultimo anno, sono stati ritirati 387 mila biglietti in euro falsi. Quanto agli aspetti igienici, l’ideatore del No cash day aggiunge: “La vita media di un biglietto da 1 dollaro è di circa 18 mesi, mentre una banconota da 100 dollari passa di mano in mano anche per 7 anni e mezzo. Uno studio condotto negli Usa – spiega ancora Emili – documenta come il 18% delle monete e il 7% delle banconote in circolazione siano veicoli di batteri anche potenzialmente pericolosi come l’escherichia coli e lo stafilococco aureo”.

Dunque monete e banconote in pensione? In realtà la strada, a ben guardare, sembra ancora lunga. Solo per quanto riguarda l’euro, attualmente sono in circolazione oltre 13 miliardi e 600 milioni di banconote per un valore di 815 miliardi e ogni anno, ne vengono rimpiazzate tra 6 e 10 milioni. Sul fronte delle monete, ne circolano 91 miliardi e oltre 800 milioni di esemplari che valgono, in totale, quasi 22 miliardi di euro e che formerebbero, messe una sopra l’altra, una pila lunga 4 volte la circonferenza della Terra.

Fonte: la Repubblica.it

Rubare cattivo, evadere buono

maggio 17, 2011

ladroRubare rimane ancora un atto da non farsi e da punire ma evadere, evadere no. E’ il preoccupante risultato emerso da un test tra gli alunni delle scuole medie che alla domanda: “E’ più grave non pagare le tasse o rubare?» non hanno esitazioni: «Rubare. Perché tu rubi a una persona. Nessuno dei miei amici lo fa. Se non paghi le tasse invece rubi allo Stato. È una cosa che più o meno fanno tutti».

2000 ragazzini di seconda e terza media  sono stati “intervistati” da due docenti dell’università Cattolica di Milano, Emanuela Rinaldi (dipartimento di Sociologia) e Andrea Bonanomi (Statistica) per un’inedita ricerca sull’atteggiamento dei pre-adolescenti verso l’evasione fiscale dalla quale emerge, appunto, che  l’87 non  giustifica neanche in stato di necessità il furto mentre l’evasione è lecita. È molto più difficile capire il nesso tra tasse e servizi pubblici, se nessuno lo spiega, per questo, per cambiare la mentalità degli adulti di domani bisogna proporre un percorso condiviso sulle regole. Qualcosa c’è già…  

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Quanto costa l’istruzione di tuo figlio?

febbraio 23, 2011

universitaAvete già fatto qualche previsione sui costi universitari dei vostri figli?

Sul Sole 24 Ore online è possibile fare un calcolo approssimativo della spesa attraverso uno specchietto che, sulla base dell’indirizzo di studi e i dati Istat per il costo della vita, calcola le spese che dovrai sostenere per l’istruzione dei tuoi figli. E’ possibile stimare in modo abbastanza preciso anche le spese di trasferimento, vitto e alloggio, che influiscono in modo rilevante sul totale.

Fate una prova!

Nel giro di 20 anni il cioccolato sarà come il caviale, ammesso di trovarlo…

gennaio 11, 2011

cacaoNon è uno scherzo, ma l’allarmante denuncia della Cocoa Research Association. Negli ultimi 6 anni il prezzo del cacao è più che raddoppiato.
Questa pianta cresce solo in una fascia molto ristretta e solo nei paesi in via di sviluppo. I governi di questi paesi non offrono alcun incentivo ai coltivatori di cacao, che non guadagno più di 80 centesimi di euro al giorno, e si trovano nell’impossibilità di sostituire le piante man mano che invecchiano e muoiono. Così decidono di convertirsi a colture più remunerative o cambiano addirittura lavoro, trasferendosi in città e abbandonando le campagne.
E così entro 20 anni il cioccolato potrebbe diventare una rara prelibatezza, arrivando a costare fino a 10 – 20 euro la tavoletta.

Fonte: Focus.it
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Quanto ti costa il Natale?

dicembre 16, 2010

panettoneIl Codacons ha rilasciato una tabella dei prezzi dei maggiori articoli acquistati nel periodo natalizio mostrando quali prodotti hanno subito un aumento rispetto allo scorso anno.

Noi ne riportiamo solo alcuni. Qui la tabella completa dove potrete “scoprire” quali costi sono rimasti invariati.

Alimentare  
Panettone
di marca 7,90 € 7,90   € +0%
Pandoro di marca 6,90 € 6,99 €    +1,3%
Spumante di marca 6,45 € 6,69    € +3,7%
Torrone confezionato 300 gr 4,99 € 4,99 €  +0%
Cotechino precotto (di marca) 7,55 € 7,70 €  +1,98%
Zampone (di marca) 9,80 € 9,99 €   +1,9%
Lenticchie (confezione da 1 kg) 4,20 € 4,39  € +4,5%

Addobbi per la casa   
Albero di Natale
vero 40,00 € 40,00  € +0%
Carta da regalo 1,80 € 2,00   € +11,1%
Luci per albero (50) 12,90 € 12,90   € +0%
Stella di Natale grande 32,00 € 33,00    € +3,1%
   
Giocattoli  e Regali   
Bambola di marca 29,00 € 30,50   € +5,1%
Costruzioni 37,90 € 42,00   € +10,8%
Pista automobiline 45,00 € 45,90 € +2%
Peluche (altezza cm 100) 37,00 € 38,00   € +2,7%
Bicicletta 120,00 € 125,00  € +4,1%
Borsa griffata 245,00 € 260,00 € +6,1%
Libro 18,90 € 20,90 € +10,5%
Profumo di marca 75 ml 88,25 € 89,10 € +1%

Fonte: Corriere della Sera

Che sapore ha l’economia?

novembre 25, 2010

La 3B  dell’Istituto alberghiero di Tropea ha raccolto qualche tempo fa una sfida che proprio noi gli avevamo lanciato: trovare una ricetta per l’economia.
Detto? Fatto!
Senza sprechi e rispettosa del territorio, questa è l’economia vista dai ragazzi attraverso la cucina.
Fate un salto sul loro blog a scoprire la ricetta della PITTA AVANTIFURNU, e provate anche voi questa ECONOMICA focaccia, tipica della tradizione rurale calabrese.

La cartella pesa meno se i libri stanno tutti in un iPad

novembre 22, 2010

L’e-book arriva a scuola. Succede nella seconda B della scuola media dell’ Istituto Comprensivo 2 di Taormina/Trappitello, dove 20 alunni hanno ricevuto in in comodato d’uso dal Ministero dell’Istruzione un iPad sul quale saranno ‘caricati’ i libri di testo e dove sarà possibile fare approfondimento in tempo reale via internet, natiralmente in modo sicuro, attraverso la rete wi-fi della scuola.

Questo è stato possibile grazie al progetto “Cl@ssi 2.0”, del Miur, che ha selezionato la classe di Taormina  fra altre ipad-blackboard156 scuole italiane

Il libri “di carta” non scompariranno, attenzione,  rimanendo la prima fonte di studio per i ragazzi, che potranno però lasciare a casa, a seconda delle necessità dell’insegnante,  un po’ di peso dalle cartelle.

Per scoprire vantaggi e svantaggi dell’iniziativa aspettiamo di leggere un resoconto dagli insegnanti e alunni di Taormina…

Fonte: www.ipaditalia.com

Mr. Plastic Fantastic

ottobre 27, 2010

Walter Cavanagh è un ex consulente finanziario in pensione.

Dal 1971 compare regolarmente nel Guinnes dei primati perché possiede 1497 carte di credito, tutte attive e per un fido totale di quasi 2 milioni di dollari!

creditcardsTutto ha avuto inizio alla fine degli anni ’60, quando Cavanagh accetta la scommessa di un amico: chi dei due avesse raccolto il maggior numero di carte di credito entro capodanno, avrebbe vinto una cena offerta dall’altro.

Cavanagh vince per 143 carte contro 138, ma non si accontenta, e da allora non ha smesso di ampliare la collezione con il soprannome di “Plastic fantastic”. 

Carte emesse da compagnie aeree e da società petrolifere, da negozi di scarpe o da distributori di benzina. Ce n’è persino una emessa da una piccola gelateria del Texas.

Da allora, ha continuato a richiedere carte ricevendo soltanto un rifiuto: da una compagnia, la J.J. Newberry, che gli contestava proprio il fatto che avesse troppo credito.

Ma Cavanagh non è tuttavia l’unico a essere interessato a questo strumento finanziario.
Nel 1993 infatti è stata fondata l’associazione statunitense di collezionisti di carte di credito, che ha fra i suoi scopi la ricerca della prima carta emessa: una Diners targata 1950 che, nella migliore tradizione delle leggende metropolitane, nessuno ha mai visto.

[fonte: Il Sole24ore]

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