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Finanza: conseguenze dell’ignoranza

giugno 30, 2010

grafico_crisiLa crisi ha dimostrato che la scarsa conoscenza di nozioni economiche e finanziarie di base può avere conseguenze disastrose non solo a livello microeconomico, ma anche macroeconomico. Per questo gli Usa hanno lanciato alcuni programmi per l’alfabetizzazione finanziaria nelle scuole.

Ornella, del comitato operativo di EconomiAscuola, ci suggerisce un interessantissimo articolo di Annamaria Lusardi, Professore di Economia al Dartmouth College.

Scrive la Lusardi: “ Lo scorso dicembre, negli Stati Uniti, il ministro del Tesoro Geithner e il ministro della Educazione Duncan hanno lanciato alcuni progetti di educazione finanziaria
nelle scuole. Programmi di questo tipo sono già stati adottati in Inghilterra,uno dei primi paesi a documentare la mancanza di competenza finanziaria degli individui. E se è importante che i giovani acquisiscano nozioni di economia e finanza prima e non dopo avere preso decisioni finanziarie, è altrettanto importante che possano avere accesso a queste informazioni a prescindere dalle loro condizioni sociali. Ma parlare di educazione finanziaria solo nelle scuole non basta, perché le decisioni finanziarie vengono prese a ogni età. E alcune di quelle più importanti sono proprie della vita adulta, come ad esempio quando andare in pensione e se trasformare o no in rendita la ricchezza pensionistica accumulata. In vari paesi, l’educazione finanziaria si fa nelle aziende. [...] Gli scettici sostengono che i piani di alfabetizzazione finanziaria sono costosi.
In realtà la crisi ci insegna che è costoso non fare educazione finanziaria”.

E voi cosa ne pensate?

Potete leggere l’articolo qui

Per scoprire quanto “siamo ignoranti” leggete qui (grazie a Giuseppe per la dritta)

“Mangia quello che vuoi, lascia quanto puoi”

giugno 24, 2010

PANERAImmaginate di entrare in un caffè, consumare, arrivare alla cassa con la cassiera che, dopo avervi battuto il conto e dato lo scontrino, vi dice: “questa è la somma ma decida lei quanto vuole darmi”.

Succede davvero, a  Clayton, nel Missouri, dove è possibile consumare nel caffè dei sogni: quello in cui prendi ciò che ti occorre e paghi quanto puoi, con la possibilità, per chi non ha nulla, di sdebitarsi offrendo un po’ di tempo servendo ai tavoli frittelle e pane nero. E’ un negozio della catena Panera Bread Cafè e  lo slogan che campeggia all’esterno del bar è proprio: “Mangia quello che vuoi, lascia quanto puoi”. 

 L’idea del ’Caffè senza prezzo’ è di Ron Shaich, ex business-man di successo che ha deciso di cominciare una nuova vita nel settore del non-profit.  

Panera è quotata al Nasdaq, nel primo trimestre fiscale del 2010 ha collezionato incassi per 364 milioni di dollari (+14%) e utili per 25 milioni (+48%). Panera, dunque, vuol dire pane fresco, biscotti e pasticceria artigianale di ottima fattura e senza prezzo; vuol dire solidarietà, ma anche successo.

Shaich ha annunciato che altri due non-proft caffè saranno aperti nei prossimi sei mesi. Funzionerà?

 

Fonte: ilSole24ore

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E’ nato il “pensatoio” di The Economist

giugno 8, 2010

Da dove arrivano le idee degli opinion leader di oggi? Dove si forgia il pensiero di coloro che influenzano i costumi, che muovono più o meno indirettamente la nostra società e l’economia?

The Economist, il settimanale londinese di cronaca, economia, politica, affari e finanza, ha chiesto ad opinion leader provenienti da tutta Europa di condividere quello che viene chiamato “Thinking Space,  il luogo in cui si lasciano ispirare, formano le proprie riflessioni, creano quei nuovi mondi di cui desideriamo far parte. 

Il sito Thinking Space appunto, è uno spazio sospeso 3D, un’architettura costruita con le informazioni dei luoghi individuali delle personalità di spicco che per prime hanno contribuito a mostrare i loro pensatoi.  

Vi invitiamo a navigare questi luoghi delle idee, in una vera esperienza web!

12-the-economist-01 thinking_space thinking_space_03

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