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Italiani bocciati all’esame di cultura finanziaria, ma stiamo recuperando questo debito formativo

maggio 31, 2010

La cultura finanziaria degli italiani sta migliorando ma è ancora su livelli insufficienti: questo il principale risultato emerso dallo studio commissionato dal Consorzio PattiChiari effettuato a marzo scorso su un campione di 2.000 famiglie e 4.200 individui. L’indagine, che rappresenta la nuova edizione di un analogo studio effettuato nel 2008, assegna un valore di 4,3 all’indice ICF PattiChiari (Indice di Cultura Finanziaria), l’indicatore sintetico che è stato elaborato da The European House – Ambrosetti, sotto la supervisione del Professor Paolo Savona e del Professor Paolo Legrenzi e valuta la preparazione in ambito finanziario in una scala da 0 a 10.

Gli esiti dello studio sono stati presentati a Roma a Palazzo Altieri, alla presenza del Presidente dell’ABI Corrado Faissola e del Presidente del Consorzio PattiChiari Filippo Cavazzuti, nel corso di un incontro ristretto a cui hanno partecipato importanti autorità, membri di istituzioni ed illustri esponenti del mondo economico e dell’informazione.

Scarica il rapporto completo

L’educazione finanziaria è un impegno Europeo.

maggio 28, 2010

Viene presentata oggi a Bruxelles, nel corso della Conferenza sulla Financial Litteracty, la nuova sezione del sito di Dolceta dedicata all’ “Educazione finanizaria per docenti”

DOLCETA è un progetto di formazione on-line dei consumatori dell’UE finanziato dalla Commissione Europea e gestito da EUCEN, l’Associazione europea di Università per l’apprendimento permanente.

Oltre a informazioni base per i consumatori contiene diverse sezioni per gli insegnanti offrendo gratuitamente informazioni scaricabili, piani di lezione, strumenti di apprendimento interattivi e altre risorse didattiche in materia di Educazione al consumo, Consumo sostenibile, Educazione finanziaria, ecc

La nuova sezione sul “Educazione finanziaria” è soprattutto destinata a insegnanti di scuola primaria e secondaria e fornisce i materiali gratuiti che possono essere utilizzati in classe, online o offline. Lo strumento ha lo scopo di aiutare gli studenti a comprendere la complessità dei servizi finanziari e di sviluppare competenze finanziarie fin dalla più tenera età.

Il Consorzio PattiChiari è stato invitato all’evento di presentazione, perchè promotore di programmi di Educazione Finanziaria in Italia.

Il mondo in cifre

maggio 27, 2010

prod218Raccontare il mondo in cui viviamo con i numeri? E’ possibile, parola di The Economist che presenta la quattordicesima edizione del suo “Il mondo in cifre”. 256 pagine per provare a capire e conoscere di più il mondo di oggi, con una raccolta di statistiche e classifiche – effettuate prendendo in considerazione i dati reali di 186 paesi del mondo – su geografia, popolazione, affari, economia, mercato immobiliare, commercio, trasporti, università, turismo, internet, consumi, ambiente, società, cultura.

Attraverso le classifiche potrete divertirvi a delineare voi stessi il profilo di ogni Paese, scoprendo alti e bassi in classifica.

 Il mondo in cifre 2010
The Economist
Fusi orari, 2009
Pagg. 256, euro 10.00

L’informazione finanziaria e i soldi degli italiani

maggio 24, 2010

Lo scorso 22 maggio si è svolto il convegno organizzato da Assoreti, l’Associazione Nazionale delle Società di Intermediazione Mobiliare e delle Banche che collocano presso il pubblico prodotti finanziari, bancari e assicurativi avvalendosi di reti di promotori finanziari.

L’incontro ha offerto l’occasione per valutare se le esigenze conoscitive in campo finanziario, che vengono manifestate dai risparmiatori, possono considerarsi soddisfatte dalle iniziative realizzate e dall’impegno profuso fino ad ora dai mass media ovvero se sono ragionevolmente prevedibili strumenti e contenuti di comunicazione idonei ad avvicinare un pubblico sempre più esteso all’informazione finanziaria e a rendere più attraenti e comprensibili i relativi messaggi.

Tra i relatori del convegno Il Prof. Filippo Cavazzuti, Presidente del Consorzio PattiChiari, che con il suo intervento ha voluto sottolineare il problema dell’ Efficacia dell’informazione finanziaria rivolta alle famiglie.

La Redazione di EconomiAscuola ha pensato di farvi cosa gradita mettendo a vostra disposizione l’intervento completo del Prof. Cavazzuti:
“L’informazione finanziaria e i soldi degli italiani”

Il consumo sostenibile

maggio 18, 2010

Il consumo sostenibile è un modello di sviluppo basato sulla sobrietà dei consumi, sul rispetto della natura, sul miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni più povere.

Con le parole del rapporto Brundtland Un’economia sostenibile rappresenta nient’altro che un ordine sociale più alto: un ordine che si interessa delle generazioni future così come della nostra e che sia più orientato al benessere del pianeta e dei poveri, piuttosto che delle acquisizioni di breve periodo. Questo sforzo, fondamentalmente nuovo e con alcune incertezze, è molto meno rischioso che mantenere lo status quo”.

Dal blog PreVisioni e PreSentimenti di Francesco Morace, Nova
Nei prossimi anni si affermerà in modo sempre più deciso il principio del consumo sostenibile, che è un fenomeno in larga parte collettivo, comunitario, socializzante. Il consumo sostenibile è infatti espressione di una logica relazionale che implica l’emergere di una nuova generazione di indicatori. Bisognerà cioè inventare nuovi parametri per misurare la sostenibilità ambientale, industriale, professionale, familiare, urbana e umana. Il consumo sostenibile diventerà così una pratica intesa nel triplice senso di riferimento ad un nuovo frame culturale (contabilità ambientale), di relazioni fondate sulla reciprocità, di gesti quotidiani di risparmio e di selezione dei prodotti. Molta letteratura comincia ad essere dedicata a questo tema, e segnaliamo il recente Le nuove frontiere dei consumi a cura di Paola Rebughini e Roberta Sassatelli, una raccolta di saggi tutta dedicata proprio a questo tema. Noi aggiungiamo che il successo di questa nuova sensibilità dipenderà da una capacità tutta particolare di stimolare nuove emozioni sostenibili, orientando le persone verso comportamenti sostenibili filtrati dai sensi e dalle emozioni. Le teorie e le ideologie altrimenti cadranno nel vuoto del sospetto e della sfiducia.”

 

 

Prenditi cura del tuo denaro, mettiamo in comune l’educazione finanziaria

maggio 11, 2010

locandinaAnciL’impegno del Consorzio PattiChiari per promuovere la diffusione dell’educazione finzanziaria nel nostro Paese peosegue con una nuova campagna realizzata in collaborazione con ANCI e 12 Associazioni dei consumatori.
“Prenditi cura del tuo denaro, mettiamo in comune l’educazione fianziaria” è il titolo dell’ iniziativa realizzata presso le sedi del Comune di Torino, Verona, Firenze e Catania, le città interessate dal progetto. Qui i cittadini possono trovare informazioni semplici e chiare sul tema del bilancio familiare, del mutuo e del conto corrente, tutti strumenti che fanno parte della nostra vita quotidiana e che, secondo il livello di consapevolezza con cui sono gestiti, possono rappresentare una risorsa per la gestione economica familiare. Il Consorzio PattiChiari crede nell’importanza di educare i cittadini su tematiche economiche e finanziarie per consentirgli di gestire il loro denaro in modo più attento e consapevole.

Educazione finanziaria e legalità

maggio 7, 2010

L’educazione finanziaria e la cultura della legalità riguardano milioni di persone e, per questa ragione, promuovere la loro diffusione a partire dai bambini significa contribuire a migliorare l’intera società, investendo oggi sulla formazione culturale delle giovani generazioni, per costruire un futuro migliore per tutti.

Da questi presupposti nasce la collaborazione che vede impegnati i Reparti Speciali della Guardia di Finanza e il Consorzio PattiChiari in un’attività di sensibilizzazione degli alunni del quarto e quinto anno della scuola primaria sul ciclo del denaro e il tema della legalità, attraverso un progetto pilota che ha visto coinvolete 10 classi della Capitale, dando così inizio ad una sperimentazione che investirà una più vasta e articolata attività di educazione finanziaria il prossimo anno scolastico.
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Ministro Usa: riforma finanziaria inutile, senza istruzione scolastica

maggio 4, 2010

Dal Blog “Figli e Soldi” di Mariateresa Cometto.
Vogliamo segnalarvi un post molto interessante che illustra i risultati di un programma di Educazione Finanziaria realizzatto dal Governo Americano.

Il nesso tra la crisi finanziaria del secolo e l’ignoranza della gente in materia economico-finanziaria  di base non era mai stato messo in evidenza tanto esplicitamente, e soprattutto tanto ufficialmente e autorevolmente. Lo hanno fatto i ministri Usa dell’economia Tim Geithner e della Educazione Arne Duncan, con Valerie Jarret in rappresentanza della Casa Bianca, firmando un articolo-opinione apparso sul sito Huffingtonpost. “L’anno scorso uno studio sulla abilità finanziaria a livello nazionale condotto con la consulenza del Tesoro dalla Finra, fondazione per la educazione degli investitori,  aveva rilevato che troppi americani stavano buttando via i loro soldi così duramente guadagnati in commissioni bancarie e sulle carte di credito”, hanno scritto i tre membri del governo. “La maggior parte della gente non ha un fondo per le emergenze, e pochi sono capaci di fare calcoli di base sugli interessi, utili per confrontare i costi di un prestito o per capire quanto dover risparmiare. E i giovani adulti sono risultati i meno saggi in tema denaro”. 

L’anno scorso, a dicembre, il governo aveva annunciato la Sfida per la Capacità Nazionale Finanziaria, partnership tra dicasteri di economia ed educazione. L’iniziativa era  tesa a promuovere la educazione finanziaria tra i giovani delle scuole superiori e a “fotografare” il livello di conoscenza esistente. Agli esami hanno partecipato su base volontaria più di 2500 insegnanti e 76mila studenti in tutti i 50 Stati, a dimostrazione che l’interesse era molto forte. “Ma i risultati sono stati deludenti”, hanno lamentato Geithner e Duncan. “Troppi studenti hanno malrisposto a domande di base sulle credit card, l’assicurazione auto, l’interesse composto. Ciò mostra che abbiamo un sacco di lavoro da fare” si sono autospronati i  ministri. Fortunatamente c’è già un  importante modello da seguire. Come la Stonewall Jackson High School di Manassas in Virginia, dove l’insegnante Terri Carson aiuta i giovani a condurre una cooperativa di credit gestita dagli studenti stessi e ogni classe partecipa a un corso di educazione finanziaria. I risultati si vedono: degli oltre 100 che hanno preso parte alla Sfida Nazionale, più della metà si è piazzata nel primo 20% sul piano nazionale e in 17 hanno centrato il punteggio massimo. E’ quindi possibile migliorare la cultura finanziaria pratica, ma l’impegno dei docenti, e la loro preparazione, sono fattori indispensabili.

Commentando in altra sede i dati usciti dalla Sfida Nazionale, Geithner è stato ancor più incisivo: “Anche se spingiamo per il cambiamento è importante capire che nessun set di riforme, per quanto comprensive o fatte rispettare con vigore, puo’ mettere in guardia contro un’altra crisi se la gente prende quel tipo di decisioni che abbiamo visto, quando la prudenza è stata spesso superata dalla speranza e i cittadini hanno chiesto prestiti più alti di quelli che potevano permettersi senza comprenderne la rischiosità. La migliore protezione contro tali dannose decisioni è la conoscenza circa le possibili scelte finanziarie che la gente ha davanti e le conseguenze che ne derivano. E il miglior modo, anzi in realtà l’unico modo per trasmettere questa conoscenza è l’istruzione”. Se non sono parole di circostanza, tanta chiarezza dovrebbe davvero portare a un impegno governativo serio. E sperabilmente non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia.

Fonte: Figli e soldi

Quanto costa la moneta?

maggio 3, 2010

euroLo sapete che produrre una moneta da un euro costa allo Stato tra il 15 e i 20 centesimi e che la differenza tra il suo valore legale i costi di produzione costituisce  il cosiddetto Signoraggio, ovvero il guadagno dello Stato? Ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

 La Banca di’Italia definisce il signoraggio così:

 « …l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta. Con riferimento all’euro il reddito da signoraggio generato dall’emissione della moneta è definito come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e viene ricompreso nel calcolo del reddito monetario che, secondo l’articolo 32.1 dello Statuto del SEBC, è “Il reddito ottenuto dalle Banche Centrali Nazionali nell’esercizio delle funzioni di politica monetaria del Sistema Europeo delle Banche Centrali. »

 Il signoraggio derivante dall’emissione diretta di moneta da parte dello stato viene incassato da questo, mentre quello derivante dall’emissione di moneta da parte della banca centrale viene in parte prelevato dallo stato, sotto forma d’imposta, e il rimanente resta alla banca centrale, dove viene utilizzato per coprire i costi di funzionamento e, per l’eventuale parte eccedente, costituisce utile netto.

Nei paesi dell’area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai paesi membri per il conio delle monete metalliche, e dalla Banca centrale europea (BCE) per la stampa delle banconote, che emette in condizioni di monopolio.
Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle banche centrali nazionali in ragione della rispettiva quota partecipazione (per la Banca d’Italia ad esempio il 12,5%).

In alcune nazioni europee, dove l’inflazione era particolarmente elevata, il signoraggio è stato in passato una porzione importante del gettito fiscale: in Grecia e Portogallo, ad esempio, negli anni ’76-’85, ha rappresentato il 3,4 del Pil (prodotto interno lordo), in Italia il 2,6. Poi, con il calo dei tassi, dalla seconda metà degli anni ’80, l’importanza del signoraggio è drasticamente diminuita. L’economista Maynard Keynes disse una volta: “Un governo può sopravvivere con il signoraggio quando non può sopravvivere con nessun altro mezzo”.

Fonti:
Focus.it; Wikipedia

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