La catena nata a Dallas, Texas, che ha raggiunto quota 6.500 negozi in tutto il mondo, quattromila sedi solo negli Usa, sembra trovarsi ormai da mesi sull’orlo della bancarotta e settembre potrebbe essere il mese definitivo. Blockbuster aveva “ucciso” il cinema con l’home-cinema in formato videocassetta e dvd e ora Internet ripaga il colosso con la stessa moneta.
Blockbuster, già colpito dalla tv via cavo, è stato soffocato dalla Rete con il trionfo del video on demand, la possibilità cioè di scaricare online il film del momento, affittarlo dai negozi virtuali come iTunes e Amazon, o vederlo in streaming. L’annuncio della possibile bancarotta già a marzo ha fatto sprofondare le azioni di Blockbuster del 30 per cento con previsioni di tagli da 200 milioni e la chiusura di quasi 800 negozi.
Se la catena dovesse fallire si pone un ulteriore problema: bisognerà rivedere l’uso del termine “blockbuster”?
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