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http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2010091316624172-1
High frequency trading l’incubo al cardiopalmo per i mercati finanziari si chiama high frequency trading e porta di fatto all’annullamento del concetto stesso di scambi di Borsa. In pratica si tratta di programmi matematici, costruiti con algoritmi appositi e molto speciali, che danno il via a acquisti o vendite in modo assolutamente automatico. La novità rispetto ai vecchi “program trading” sono sostanziali. Intanto, non eseguono ordini dell’operatore umano, ma si muovono da soli. E lo fanno non sulla base di indicazioni di mercato ma sulla base di segnali debolissimi. Se, ad esempio, notano che un titolo negli ultimi dieci minuti è stato comprato al di sopra del normale, lanciano gli acquisti. E qui c’è la seconda caratteristica importante. Si tratta di acquisti molto piccoli e velocissimi. Nel giro di pochi secondi, cioè, tutta la speculazione è conclusa, prima che qualcuno abbia il tempo di rendersi conto di quello che sta accadendo. Proprio a causa di questi high frequency trading ci sono stati di titoli (anche importanti) che sono saliti (o scesi) del 10 per cento per qualche minuto senza che nessuno capisse perché. Si stima che ormaiil 25-30 per cento degli scambi che avvengono sui mercati più importanti siano guidati da questi che potremmo definire come “operatori robotizzati”, dove l’uomo (se c’è) non ha nemmeno il tempo di capire quello che sta succedendo, visto come sono veloci.
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